SI RIPARTE DALLA STRADE BIANCHE pubblicato il 01/08/2020
SI RIPARTE DALLA STRADE BIANCHE 

Sabato 1 agosto la prima corsa ufficiale dopo più di cinque mesi di stop
 
La stagione 2020 era iniziata benissimo per l' Astana Women's Team con le vittorie e le ottime prestazioni tra Australia e Spagna, poi quando ci si stava preparando per disputare la Strade Bianche è arrivato il blocco dell'attività per la pandemia di Covid-19. Adesso sono passati più di cinque mesi dall'ultima corsa UCI disputata, ma finalmente la squadra è pronta a ripartire e lo farà proprio con la spettacolare classica degli sterrati che si disputerà sabato 1 agosto a Siena: con i suoi 136 chilometri totali, gli 8 settori ed i 31.6 chilometri di strada bianca e le innumerevoli brevi ma ripide salite, la Strade Bianche non sarà proprio la corsa ideale per tornare in gruppo dopo una così lunga inattività, ma in questo momento la cosa più importante è ricominciare. 

A causa della difficile situazione internazionale legata a viaggi e spostamenti, e ai rigidi protocolli sanitari della squadra e dell'Unione Ciclistica Internazionale, l'Astana Women's Team potrà essere al via della Strade Bianche con appena quattro atlete. L'organico sarà composto dalle cicliste italiane Katia Ragusa e Francesca Pattaro, e dalle due ucraine Olga Shekel e Maryna Ivaniuk: quella con più esperienza in questa corsa così particolare è la vicentina Ragusa che a 23 anni vanta già quattro partecipazioni. 

Questo il commento del direttore sportivo Aldo Piccolo: « Inizialmente avevamo grandi obiettivi per la Strade Bianche, perché dopo il secondo posto alla Cadel Evans Road Race sognavamo di conquistare la maglia di leader del Women's World Tour con Arlenis Sierra: sfortunatamente non potrà essere così, ma siamo comunque felicissimi di poter ricominciare a gareggiare. Per quanto possibile le ragazze si sono allenate bene, ma in questa situazione non possiamo porci obiettivi di risultato: è una gara che affronteremo come sempre puntando a fare il massimo, ma senza pressioni e con la consapevolezza che non avendo molti riferimenti potranno esserci delle sorprese interessanti».
Katia Ragusa © Velofocus



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