BARDIANI-CSF SODDISFATTA DOPO LA DECISIONE UCI SUL CASO BRESCIANI pubblicato il 16/12/2017

16.12.2017

  BARDIANI-CSF SODDISFATTA DOPO
LA DECISIONE UCI SUL CASO BRESCIANI

In riferimento alla comunicazione dell’Union Cycliste Internationale riguardante Michael Bresciani, la Bardiani-CSF esprime soddisfazione per l’esito delle indagini e la conseguente decisione che scagionano l’atleta dall’accusa di volontaria violazione dei regolamenti antidoping vigenti.

Per la Bardiani-CSF le motivazioni dell’UCI sono la prova che Bresciani non ha violato il regolamento interno e la politica antidoping del team, che prevede la ferma volontà di non tesserare corridori con pregresse positività non riconosciute come negligenze e, in caso di atleti già sotto contratto, l’immediato licenziamento.

A seguito di ciò il team conferma che la sospensione cautelare di Bresciani è conclusa e che Michael sarà a completa disposizione per affrontare il calendario agonistico 2018.

 

  BARDIANI-CSF SATISFIED AFTER
UCI DECISION ON MICHAEL BRESCIANI

With regard of today’s communication from Union Cycliste Internationale on Michael Bresciani, Bardiani-CSF express its satisfaction for the investigations’ outcome and the consequent decision that fully clear the rider from any accusations of fraudulent violations of anti-doping rules.

For Bardiani-CSF the UCI motivations prove that Bresciani has not violated any internal rules and team policy in terms of anti-doping, which declare the strong will to don’t have any riders in its roster with previous anti-doping violations not attributable to negligence and, in case of athletes under contract, the immediate dismissal.

At the end, the team confirms that the precautionary suspension of Bresciani is finished and that Michael will be at disposal to face the 2018 race calendar.


NOTA STAMPA EMESSA DA MICHAEL BRESCIANI

Michael Bresciani ha finalmente ricevuto la tanto attesa comunicazione dell’UCI con cui si chiudo- no gli accertamenti sulla possibile violazione del regolamento anti-doping notificata il 31 luglio.

L’UCI ha, di fatto, sollevato Bresciani da qualsiasi responsabilità di volontaria assunzione della so- stanza specifica Fuorosemide, riconoscendo al corridore una sospensione (peraltro già scontata) di soli due mesi per negligenza in assenza di colpa significativa.

“Sono molto soddisfatto che l’UCI abbia compreso e accettato ogni mia spiegazione su come la sostanza potesse essere finita nel mio corpo. Sono altrettanto felice perchè è stata riconosciuta la mia onestà” ha affermato Bresciani. “Ero certo di non aver fatto nulla con dolo, ma nonostante questo ho vissuto mesi molto difficili e lo stesso ha passato la mia famiglia. Mia madre, purtroppo già molto provata dalla malattia, era distrutta dal senso di colpa. Questa è la fine di un incubo. Possono finalmente mettermi tutto alle spalle e concentrarmi solo sulla bicicletta e la stagione che sta per cominciare”.

La vicenda che ha coinvolto Bresciani ha portato con sè un notevole danno d’immagine per il ra- gazzo che ora, come spiega il suo legale Avvocato Filippo Martini, può ora essere pubblicamente riabilitata.

“Il testo Acceptance of Consequences, sottoposto dall’UCI e firmato da Michael a chiusura della vicenda, fa riferimento a due precisi articoli del codice antidoping, molto importanti per comprende- re appieno la sua piena innocenza. Il 10.2.2, che indica la sospensione di due anni per il tipo di sostanza individuata in quantitativo del tutto minimale, Furosemide di categoria S5, non classifica- ta come dopante ma diuretica, proprio come il principio attivo delle medicine che la madre di Mi- chael assume per curare la propria malattia e che, evidentemente, hanno involontariamente con- taminato cibi o utensili da cucina. L’articolo 10.5.1.1, che prevede la possibilità di ridurre la sanzio- ne dal mero richiamo al massimo di due anni, nel caso in cui sia accertata l’assenza di negligenza o di colpa significativa non solo in capo all’atleta ma anche in capo a terzi”.

“In sostanza, è corretto affermare che in un range da zero a due anni, la sospensione di due mesi inflitta a Michael, peraltro autosospeso dall’11 agosto, sia la misura minima prevedibile, ossia la prova provata e il riconoscimento che è assolutamente non colpevole di quanto accaduto” ha con- cluso Martini. 




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